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BEATO DON MICHELE SOPOCKO
(1888-1975)

Biografia elaborata in base al libro
„SERVO DI DIO DON MICHELE SOPOCKO”
del reverendo professore don Henryk Ciereszko
Parte I

Il Beato don Michele Sopocko, confessore e direttore spirituale di Suor Faustina, per mezzo di lei,
fu direttamente legato al mistero delle apparizioni di Gesù Misericordioso. Dio gli assegnò un ruolo di straordinaria importanza – realizzare la missione che il Signore Gesù affidò a Suor Faustina.
A quest’attività consacrò quasi tutta la sua vita.
La beatificazione solenne del Servo di Dio don Michele Sopocko che ebbe luogo il 28 settembre 2008, presso il Santuario della Divina Misericordia a Bialystok, induce a farlo conoscere ai fedeli,
specialmente a coloro che hanno una particolare devozione per la Divina Misericordia.



INFANZIA DI MICHELE

Michele Sopocko nacque il 1 novembre 1888 a Nowosady nei pressi di Vilna (Vilnius, Lituania)
in una nobile familia di tradizione patriottica. Nonostante le difficili condizioni di vita, i genitori
gli garantirono un’educazione a livello elementare. Il lavoro pesante in campagna, la necessità
di lottare sempre per mantenere la famiglia, furono per i membri della famiglia Sopocko una scuola di vita e di carattere. La vita morale dei genitori, la loro pietà profonda e il loro amore influirono sulla giusta formazione spirituale di Michele e dei suoi fratelli.In famiglia si pregava insieme tutti i giorni e si andava regolarmente in chiesa che era distante 18 chilometri.
Si viaggiava con un carro trainato da un cavallo. L’atmosfera che regnava in casa Sopocko
suscitò in Michele, sin dalla più tenera età, una pietà ardente e un desiderio di consacrarsi
a Dio nel servizio sacerdotale.

Michele in età giovanile

STUDI AL SEMINARIO DI VILNA

Nel 1910 Michele Sopocko iniziò gli studi quadriennali al Seminario di Vilna. Potè continuare
gli studi grazie al sussidio assegnatogli dal rettore. Fu ordinato sacerdote il 15 giugno 1914.

I primi anni del ministero sacerdotale a Vilna

VICARIO A TABORYSZKI

Da sacerdote don Michele Sopocko fu mandato come vicario nella parrocchia di Taboryszki nei pressi di Vilna. Tra i vari impegni, egli chiese di propria iniziativa di poter organizzare la catechesi domenicale per i giovani. Il primo anno di lavoro pastorale fu coronato dalla Prima Comunione solenne di circa 500 bambini. Nell’ estate del 1915 a Taboryszki passò il fronte della guerra tedesco-russa. Don Sopocko, nonostante i pericoli che derivavano dalle azioni belliche, continuò
le funzioni religiose previste in quel periodo e partecipò pienamente alla vita dei parrocchiani.

Don Michele tra i partecipanti del corso estivo per insegnanti a Vilna

A Taboryszki don Sopocko si impegnò nell’attività di educazione, aprendo nelle località vicine
delle nuove scuole. Col passar del tempo proprio questo fu motivo di persecuzione da parte
dell’autorità occupante tedesca, la quale all’inizio mostrò di essere tollerante nei confronti
della sua attività, e persino la appoggiò materialmente. Più tardi le autorità iniziarono a impedire
i viaggi di don Sopocko a Vilna, poiché il sacerdote vi andava per far venire gli insegnanti
e organizzare le scuole. In questo modo lo costrinsero a partire da Taboryszki.

GLI STUDI ALLA FACOLTÀ DI TEOLOGIA DELL’UNIVERSITÀ DI VARSAVIA
ED IL MINISTERO DI CAPPELLANO NELL’ESERCITO

Nel 1918 don Sopocko ottenne il permesso delle autorità ecclesiastiche di Vilna per andare
a Varsavia e continuare gli studi alla facoltà di Teologia. La malattia nonché la situazione politica in Polonia gli impedirono di iniziare gli studi. Dopo avere seguito delle cure, tornò a Varsavia
per iniziare gli studi, ma l’università fu chiusa a causa delle azioni belliche. Quindi, si presentò come volontario per lavorare nella pastorale dell’esercito. Il vescovo militare dell’esercito polacco lo nominò cappellano militare e lo mandò a svolgere il ministero pastorale presso l’ospedale
da campo che in quel tempo si stava organizzando a Varsavia.

Dopo un mese di lavoro in ospedale, chiese di essere trasferito al fronte. Fu diretto al Reggimento
di Vilna, iniziando l’attività pastorale tra i soldati che combattevano al fronte. Oltre al ministero sacramentale, portava aiuto ai feriti che si trovavano in condizioni difficilissime ed erano privi
di cure ospedaliere.

Dopo lungo e pesante passaggio delle truppe combattenti dell’esercito, don Sopocko ebbe una ricaduta dei problemi di salute. Fu dunque inviato all’ospedale militare per una serie di cure.
La convalescenza durò alcune settimane e in quel periodo aiutò nel lavoro pastorale tra i malati. Finite le cure, gli fu asseganta la funzione di capellano militare nel campo di addestramento
per gli ufficiali a Varsavia. Tra le sue mansioni c’erano le conferenze settimanali su temi
religiosi e morali per gli ufficiali e sottufficiali di varie formazioni nonché il servizio nei
due ospedali militari.

Nell’ambito dei suoi corsi, don Sopocko parlava di questioni di dogmatica e di storia della Chiesa, trattava il catechismo e toccava i temi attuali che riguardavano il servizio militare. I suoi superiori apprezzarono molto la problematica religiosa e morale da lui trattata. Il Ministero della Guerra preparò un’edizione stampata di queste conferenze, consigliando alle reclute di tutte le divisioni
di prenderne conoscenza.

Don Sopocko come capellano militare del campo di addestramento degli ufficiali a Powazki

A ottobre 1919, nonostante la guerra, fu riaperta l’attività universitaria. Don Sopocko si iscrisse
alla sezione di teologia morale e ai corsi di diritto e filosofia. Da quel momento dovette dividere
il suo tempo tra gli studi ed il ministero pastorale nell’esercito. In più organizzava l’attività sociale. Presenziò il funzionamento di „Aiuto Fraterno ai Militari” (era il presidente di quest’organizzazione), dell’ostello militare nonché della scuola per i bambini di famiglie
dei militari rimasti orfani. Nell’estate del 1920 fu testimone dei grandi eventi al fronte e subito dopo, già a Varsavia, visse la gloriosa difesa della città e la vittoria riportata sull’offensiva sovietica. A distanza di molti anni, nelle sue Memorie, don Sopocko avrebbe commentato
questi eventi come un intervento straordinario della Divina Provvidenza e come segno
di Misericordia per la Polonia, impetrato dalla preghiera dei fedeli che in agosto di quell’anno affluivano numerosissimi nelle chiese.

Svolgendo le mansioni di cappellano militare e studiando la teologia morale, intraprese anche degli studi supplementari presso l’Istituto Superiore di Pedagogia. Nel 1923 conseguì la laurea
in teologia e si occupò maggiormente di pedagogia. I risultati delle ricerche sull’influenza negativa dell’alcool sullo sviluppo delle capacità di apprendimento nei giovani divennero
una base per la tesi intitolata “ALCOOLISMO E LA GIOVENTÙ SCOLASTICA” scritta
da don Sopocko alla fine degli studi nell’Istituto di Pedagogia.

LA PASTORALE MILITARE
ED IL LAVORO SOCIALE E DIDATTICO NEI DINTORNI DI VILNA

Il Vescovo di Vilna Jerzy Matulewicz, conoscendo i meriti e l’operato del cappellano, intendeva impegnarlo nel lavoro per la diocesi. All’inizio volle affidargli l’organizzazione della pastorale
dei giovani che non frequentavano le scuole. Don Michele accettò la proposta del vescovo
e tornò a lavorare a Vilna.

La decisione formale arrivò nell’autunno del 1924. In forza di quella decisione don Sopocko
fu nominato Direttore della Pastorale dell’Esercito nel Distretto di Vilna e dintorni.
Il Distretto comprendeva 12 caserme nelle quali stazionavano complessivamente 10 000 soldati.
Il trasferimento di don Sopocko a Vilna fu per lui una promozione, ma contemporaneamente
gli impose lo svolgimento delle mansioni più difficili ed una maggiore responsabilità.

Michele Sopocko come cappellano militare

Don Sopocko, insieme alla conferenza dei cappellani militari, decise di organizzare
delle conferenze su temi religiosi e morali in ogni divisione dell’esercito, almeno una volta
ogni quindici giorni. Don Sopocko intraprese anche la missione affidatagli dal vescovo organizzando la pastorale dei giovani che non frequentavano le scuole. Invitò anche
gli insegnanti a collaborare. Con il loro aiuto riuscì a fondare alcune Associazioni
della Gioventù Polacca.

Don Sopocko insieme agli organizzatori e ai membri dell’Unione delle Associazioni Giovanili (Vilna 1926)

Nonostante i numerosi impegni legati alla pastorale, don Sopocko continuò gli studi serali
alla Facoltà Teologica dell’Università di Varsavia, preparando una tesi di dottorato in teologia morale intitolata “LA FAMIGLIA NELLA LEGISLAZIONE DEI TERRITORI POLACCHI”.
La tesi di dottorato fu discussa il 1 marzo 1926. La ricerca scientifica implicava la conoscenza
di lingue straniere. Iniziò dunque a studiare la lingua tedesca, l’inglese e il francese.
Da cappellano militare, don Sopocko conduceva le catechesi e gli insegnamenti anche
in lingua russa, destando grande interesse tra i fedeli.

Dopo avere conseguito il dottorato, intendeva preparare un’altra ricerca, come tesi di abilitazione. Negli anni 1927 e 1928, pur continuando a svolgere le funzioni di direttore della pastorale
del Distretto Militare, ricevette altre mansioni molto importanti e di grande responsabilità.
Divenne padre spirituale del seminario e Direttore della Cattedra di Teologia Pastorale all’Università di Vilna. I nuovi doveri lo costrinsero a ritirarsi gradualmente dal lavoro
pastorale nell’esercito.

PADRE SPIRITUALE NEL SEMINARIO METROPOLITANO E PROFESSORE
DELL’UNIVERSITÀ DI STEFAN BATORY A VILNA

Come padre spirituale, nel seminario svolgeva anche la funzione di moderatore della Solidarietà Mariana, del Circolo Eucaristico, del Terz’Ordine Francescano e del Circolo dei Seminaristi nell’Unione Missionaria del Clero. Un altro ministero svolto da don Sopocko durante tutto
il periodo di soggiorno a Vilna fu quello di confessore delle suore religiose.

Padre spirituale e professore con i seminaristi del Seminario di Vilna

Dopo essere stato parzialmente esonerato dalla pastorale militare, accanto alle funzioni
di padre spirituale nel seminario, don Sopocko si occupava di conferenze e di lavoro scientifico. Siccome all’epoca mancavano manuali adeguati, lui stesso elaborò dei materiali per le materie che insegnava e li raccolse sotto forma di dispense universitarie. Questi materiali, copiati dagli studenti, per lunghi anni costituirono un valido sussidio per lo studio. Le ricerche scientifiche
di don Sopocko erano collegate principalmente con l’abilitazione e riguardavano questioni
di educazione e formazione spirituale. Per raccogliere i materali indispensabili per il lavoro intrapreso, nell’ estate del 1930 si recò in viaggio girando varie biblioteche dei paesi
dell’Europa Occidentale.

Questo viaggio fu molto fruttuoso per don Sopocko sia dal punto di vista scientifico che religioso, poiché visitava contemporaneamente i luoghi di culto e importanti centri della vita religiosa. Preparava il lavoro di abilitazione e oltre a ciò scriveva articoli scientifici e divulgativi sulla teologia pastorale, articoli per l’enciclopedia ecclesiastica, teneva delle conferenze scientifiche
e si occupava di pubblicistica. Essendo sempre più impegnato nella ricerca scientifica,
chiese al Vescovo Militare e all’Arcivescovo di essere esonerato dalla funzione di cappellano militiare e dalla funzione di padre spirituale. Anche se il loro assenso non fu immediato, successivamente fu esonerato da quei ministeri.

Dal settembre 1932 don Sopocko abitò presso le Suore della Visitazione dove poté finire tranquillamente di scrivere la sua ricerca di abilitazione intitolata: “OBIETTIVO, OGGETTO
E SOGGETTO DELL’EDUCAZIONE SPIRITUALE SECONDO M. LECZYCKI”. L’abilitazione
avvenne il 15 maggio 1934.

Dopo l’abilitazione, il Ministero delle Confessioni Religiose e dell’Educazione Pubblica
lo nominò docente dell’Università di Varsavia e successivamente fu trasferito alla Cattedra
di Teologia Pastorale dell’Università Stefan Batory in Vilna.

Tra gli studenti dell’Università Stefan Batory in Vilna




INCONTRO CON SUOR FAUSTINA

Don Sopocko dal 1932 fu confessore delle suore della Congregazione della Beata Vergine
Maria della Misericordia che in quel tempo avevano la loro casa religiosa in Vilna. Qui incontrò
Suor Faustina Kowalska, la quale nel maggio dell’anno 1933, dopo essere arrivata a Vilna,
divenne una delle sue penitenti (vedi Memorie). Questo incontro si rivelò essenziale per tutta
la sua vita e la sua futura missione. In Suor Faustina egli incontrò una grande devozione
alla Divina Misericordia. La stessa Misericordia che anche lui sperimentò varie volte nella
sua vita glorificando Dio.
Suor Faustina, avendo trovato in don Sopocko un perspicace confessore e direttore spirituale, iniziò a parlargli sempre più spesso delle sue esperienze interiori collegate alle apparizioni
del Salvatore Misericordiosissimo.

A causa della mancanza di tempo le ordinò di descrivere in un quaderno le sue esperienze interiori. Quando aveva un po’ di tempo libero, sfogliava le pagine scritte da lei. In questo modo nacque il Diario di Suor Faustina.

Suor Faustina, riferendosi alle apparizioni del Salvatore che aveva avuto prima di venire
a Vilna e dopo il suo arrivo, informò don Sopocko delle richieste ricevute dal Signore Gesù.
Si trattava di dipingere un’immagine di Salvatore Misericordiosissimo (vedi Immagine),
di intraprendere le azioni affinché fosse istituita la festa della Divina Misericordia, la prima domenica dopo la Pasqua (vedi Festa) e di fondare una nuova Congregazione Religiosa
(vedi Nuova Congregazione). La Divina Provvidenza aveva destinato la realizzazione di queste richieste a Don Sopocko.

Nel marzo del 1934, don Sopocko si recò in pellegrinaggio in Terra Santa. La visita in Terra Santa fu per lui un’esperienza importante, come racconta nelle sue Memorie e nelle relazioni lasciate
in varie pubblicazioni.
Nel luglio del 1934 don Sopocko divenne Rettore della Chiesa San Michele in Vilna. Questo evento fu di grande importanza negli anni a venire. Proprio in quella chiesa, il 4 aprile 1937 fu benedetta e collocata, su richiesta espressa dal Signore Gesù, la prima immagine di Gesù Misericordioso
(vedi storia dell’immagine).

Suor Faustina partì da Vilna nel marzo del 1936. Don Sopocko rimase in contatto epistolare
con Suor Faustina e andava a trovarla a Cracovia, realizzando l’opera affidata anche a lui,
quella di far conoscere nel mondo il mistero della Divina Misericordia.

Basandosi sul magistero della Chiesa, cercava delle motivazioni teologiche relative all’esistenza dell’attributo della misericordia in Dio e cercava i fondamenti per istituire la festa della Misericordia, come richiesto nelle apparizioni. In alcuni articoli pubblicati sulle riviste teologiche presentò i risultati delle sue ricerche nonché l’argomentazione a favore dell’istituzione
di tale festa. Pubblicò anche alcune ricerche sull’idea della Divina Misericordia.

Nel giugno del 1936 pubblicò a Vilna il primo opuscolo “Misericordia di Dio” con l’immagine
del Salvatore Misericordiosissimo in copertina. La pubblicazione fu inviata a tutti i Vescovi riuniti alla Conferenza Episcopale a Czestochowa. Tuttavia, non ricevette nessuna risposta. Il secondo opuscolo intitolato “Misericordia di Dio nella liturgia” fu pubblicato in Poznan nel 1937.
Alla fine del 1937, lo stato di salute di Suor Faustina peggiorò in un modo significativo.
Don Sopocko andò a trovarla a Cracovia nei primi giorni di settembre 1938, quando
Suor Faustina stava già in fin di vita (vedi Congregazione). Suor Faustina morì il 5 ottobre 1938.

Scoppiata la guerra, a settembre 1939, don Sopocko decise di non celare più la faccenda
delle apparizioni di Suor Faustina, convinto che la tragedia e gli eventi collegati alla guerra
furono una conferma iniziale dei messaggi trasmessi nelle apparizioni.

L’idea della Divina Misericordia era legata anche alla costruzione dell’omonima chiesa in Vilna. Nel 1938 fu istituito il comitato di costruzione della chiesa che ben presto ebbe l’approvazione dell’Ufficio del Voivodato e dell’Arcivescovo R. Jalbrzykowski.

Scoppiata la guerra, Vilna fu occupata dalle truppe dell’Armata Sovietica. La nuova situazione politica interruppe le attività intraprese e successivamente le fermò in modo definitivo.
I materiali edili raccolti per la chiesa furono saccheggiati dall’esercito sovietico. Andarono
perduti anche i fondi destinati alla costruzione della chiesa che erano stati depositati nelle banche. Don Sopocko, ancora nel 1940, cercò di ottenere presso le autorità dell’occupante il permesso
di costruire almeno una cappellina senza, però, alcun risultato.

IL PERIODO DELLE INVASIONI DEGLI OCCUPANTI E IL DOPOGUERRA A VILNA

La situazione difficile creatasi durante la guerra si allargava sempre di più in Europa
coinvolgendo numerose nazioni e il male dilagava insieme alla guerra. Questi fatti rafforzavano ancora di più il convincimento di don Sopocko sulla necessità della Misericordia Divina
per il mondo. Iniziò dunque a predicare l’idea della Divina Misericordia in un modo ancor
più convincente, vedendo in essa la salvezza per il mondo. I parroci di Vilna e dei dintorni
lo invitavano alle conferenze. Durante la Quaresima, nella cattedrale di Vilna, durante le funzioni sulla Passione del Signore pronunciò delle omelie sulla Misericordia di Dio. Grandi folle
di fedeli venivano ad ascoltarlo e queste omelie suscitarono un vasto eco in tutta la città.

In quel periodo don Sopocko iniziò anche a elaborare il trattato sull’idea della Divina Misericordia e sulla necessità di instaurare una festa in suo onore: “DE MISERICORDIA DEI DEQUE EIUSDEM FESTO INSTITUENDO”. Ancor prima della guerra, il cardinale August Hlond lo invitò a farlo
dopo che don Sopocko gli presentò le sue ricerche scientifiche sulla Misericordia di Dio. Intanto, nel giugno del 1940, la Lituania fu nuovamente occupata dall’Armata Sovietica, e dopo un mese, inclusa nell’Unione Sovietica come sua quindicesima repubblica. Don Sopocko fu costretto
ad interrompere gli incontri dei gruppi organizzati di cui si occupava. Fu privato anche
della possibilità di pubblicare il trattato sulla Divina Misericordia.

Lo aiutò Jadwiga Osiñska, la quale, conoscendo la filologia classica, si occupava della parte linguistica del trattato. Di nascosto, con l’aiuto di alcuni conoscenti, iniziò a copiare il trattato
con una macchina ciclostilo. Poi distribuì gli esemplari del trattato alle persone che avevano
la possibilità di partire da Vilna. In questo modo l’opera di don Sopocko giunse in varie nazioni,
e soprattutto ai vescovi dell’Europa Occidentale e di tutto il mondo.

Don Sopocko, a causa della predicazione dell’idea della Divina Misericordia e a causa
della divulgazione del suo culto, fu ricercato dalla gestapo. Avvertito da un’impiegata
dell’ufficio anagrafe, riuscì a sfuggire e non fu arrestato. Per maggiore sicurezza partì da Vilna. Passato il pericolo che incombeva su di lui, tornò a Vilna e iniziò i corsi nel seminario, dove
– nonostante condizioni materiali disastrose – iniziò il nuovo anno accademico 1940/41.
Si stabilì nuovamente presso la chiesa San Michele dove già precedentementefu collocata l’immagine di Gesù Misericordioso, circondata da una crescente venerazione di fedeli.

Il 22 giugno 1941 scoppiò la guerra tra la Germania e l’Unione Sovietica. Vilna si trovò sotto l’occupazione tedesca. Una persecuzione particolarmente grave toccò gli ebrei. Don Sopocko ancor prima della guerra si occupava di catechesi degli ebrei che cercavano aiuto presso
la Chiesa e li preparava al battesimo. Frutto di questi sforzi fu il battesimo di circa 65 persone.
Don Sopocko aiutava gli ebrei sia materialmente che spiritualmente. Aiutare gli ebrei significava esporsi a conseguenze gravissime, anche alla pena di morte. La Gestapo trovò delle tracce
della sua attività e lo arrestò per alcuni giorni.

Alla fine del 1941 i tedeschi aumentarono il terrore dell’occupazione. L’ultima domenica
di Avvento, a causa di una presunta epidemia, chiusero tutte le chiese di Vilna per poi proseguire arrestando i sacerdoti. Il 3 marzo 1942 i tedeschi intrapresero un’azione generale contro il clero. Arrestarono i professori e gli alunni del seminario e quasi tutti i sacerdoti che lavoravano a Vilna. Quando furono arrestati i sacerdoti del seminario, la Gestapo preparò un appostamento anche
a casa di don Sopocko. Avvertito dalla sua inserviente, giunse in Curia Arcivescovile per informare l’arcivescovo del pericolo imminente. Chiese l’esenzione dai corsi in seminario e la benedizione prevedendo le persecuzioni e un periodo di clandestinità.

Partì da Vilna e si recò nel convento delle Suore Orsoline che si trovava a Czarny Bór.
Le Suore lo aiutarono, sistemandolo in una casa in affitto al limite del bosco. La Gestapo
lo ricercava in tutta la Lituania, chiedendo sue notizie soprattutto tra i sacerdoti e presso
le case canoniche. Qualche tempo dopo, fu arrestato e internato a Mariampol anche
l’arcivescovo R. Jalbrzykowski.

Don Sopocko a Czarny Bór presso le suore Orsoline

Tramite persone fidatissime, ricevette una carta d’identità rilasciata a nome di Waclaw Rodziewicz. Da allora passò per un falegname, facendo dei piccoli lavori e dei mobili
per la gente del posto. Ogni mattina presto celebrava la Messa e nel corso della giornata
aveva molto tempo per pregare e riflettere. Con intervalli di alcune settimane, si recava
nella casa delle Suore a Czarny Bór per la confessione. In più, si occupava di ricerca scientifica,
in base alla letteratura fornita da Osinska e le sue compagne.

Nell’autunno del 1944 nonostante condizioni di vita molto difficili, l’arcivescovo Jalbrzykowski ordinò di iniziare i corsi al seminario. Dopo due anni di vita clandestina, don Sopocko tornò
a Vilna e iniziò a svolgere le mansioni che gli furono affidate. Ogni domenica, insieme a professori ed alunni, andava per le parrocchie circostanti e raccoglieva nelle campagne le offerte in prodotti agricoli che garantivano i mezzi di sussistenza agli studenti del semiario.

Don Sopocko svolgeva l’attività pastorale anche fuori Vilna, cogliendo l’occasione per poter predicare il messaggio della Divina Misericordia. Le autorità della repubblica, nonostante l’atteggiamento antireligioso, all’inizio tolleravano l’attività pastorale dei sacerdoti. Tuttavia,
man mano iniziarono a limitare il loro lavoro, specialmente la catechesi dei giovani e dei bambini. Anche se gli incontri erano clandestini, le notizie giungevano alle autorità. Don Sopocko
fu convocato in comissariato. Si presentò un reale pericolo di gravi sanzioni nei suoi confronti, compresa l’eventuale deportazione in Siberia.

Contemporaneamente, nel luglio del 1947, l’arcivescovo R. Jalbrzykowski che era già a Bialystok, lo chiamò in modo provvidenziale a lavorare in Polonia. Decise quindi di partire da Vilna
al più presto, tanto più che stava per finire il periodo di transizione previsto per il rimpatrio
dei polacchi che abitavano nel territorio della Lituania. 

Prima della partenza, illudendosi di partire da Vilna soltanto per breve tempo, visitò la cappella della Madre di Misericordia a Ostra Brama e alla fine di agosto del 1947, parti per Bialystok.
Fu l’ultimo viaggio per la popolazione polacca che si recava in Polonia.

DON SOPOCKO
– FONDATORE DELLA CONGREGAZIONE DELLE SUORE DI GESÙ MISERICORDIOSO

Giunto a Bialystok, don Sopocko si presentò davanti all’arcivescovo Jalbrzykowski per ricevere
da lui le nuove mansionj Verso la fine di settembre del 1947, passò alcuni giorni a Myslibòrz,
dove Jadwiga Osinska e Izabela Naborowska (le prime madri della Congregazione fondata
da don Sopocko) erano agli inizi dell’organizzazione della vita religiosa comunitaria.
Fu il primo incontro con le Suore dopo la partenza da Vilna. Da allora era rimasto
continuamente in contatto con le Suore, dando loro dei consigli e appoggiandole
spiritualmente. In generale, curava lo sviluppo della nuova Congregazione (vedi Santuario).

Don M. Sopocko con le figlie spirituali

 

 

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Parte II

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