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Frammenti dell’omelia del Giovanni Paolo II predicata durante la canonizzazione di suor Faustina:

„(...) La canonizzazione di suor Faustina ha un’eloquenza particolare: mediante questo atto intendo oggi trasmettere questo messaggio della Misericordia al nuovo millennio. Lo trasmetto a tutti gli uomini perché imparino a conoscere sempre meglio il vero volto di Dio e il vero volto dei fratelli.
(...) Faustina, dono di Dio al nostro tempo, dono della terra di Polonia a tutta la Chiesa, ot-tienici di percepire la profondità della Divina misericordia.
(...) Il tuo messaggio di luce e di speranza si diffonda in tutto il mondo, spinga alla conversione i peccatori, sopisca le rivalità e gli odi, apra gli uomini e le nazioni alla pratica della fraternità”.

Fonte: http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/2000/documents/hf_jp-ii_hom_20000430_faustina.html 

 

IL MESSAGGIO DELLA DIVINA MISERICORDIA


A Santa suor Faustina, una religiosa polacca, della Congregazione della Beata Vergine Maria della Misericordia, il Signore Gesù affidò una missione importantissima: il Messaggio della Misericordia rivolto al mondo intero. La sua missione consisteva nel trasmettere nuove preghiere e forme di culto della Divina Misericordia che devono ricordare una verità di fede caduta nell’oblio: quella dell’amore misericordioso di Dio verso ogni uomo. Nel messaggio trasmesso, Dio Misericordioso si rivela in Gesù Cristo Salvatore come Padre di amore e di Misericordia, soprattutto nei confronti degli infelici, degli smarriti e dei sommersi dal peccato.


Santa suor Maria Faustina Kowalska

“Sei la segretaria della Mia Misericordia: ti ho scelta per questo
incarico in questa vita e in quella futura” (Diario, 1605).

“Il tuo compito è quello di scrivere tutto ciò che ti faccio
conoscere sulla Mia Misericordia, per il bene delle anime
che leggendo questi scritti proveranno un conforto interiore
e saranno incoraggiate ad avvicinarsi a Me” (Diario, 1693)

 

“Oggi mando te a tutta l'umanità con la mia Misericordia. Non voglio punire l'umanità sofferente, ma desidero guarirla, stringerla al mio Cuore Misericordioso (...). Prima del giorno della giustizia mando il giorno della Misericordia" (Diario, 1588).

Il Salvatore desidera che il mondo intero conosca la Divina Misericordia, che ogni uomo, rivolgendosi con fiducia a Dio, scopra la bellezza e la ricchezza della Misericordia cristiana. Proprio questo è l’obiettivo delle nuove forme di culto della Divina Misericordia e delle relative promesse.

Le grazie della Mia Misericordia si attingono con un solo recipiente e questo è la fiducia. Più un'anima ha fiducia, più ottiene" (Diario, 1578).



L’essenza del culto della Divina Misericordia è confidare in Dio; il desiderio di fare la Sua volontà; nonché praticare la Misericordia nei confronti dei prossimi, affidandoli all’amore e alla bontà sconfinati di Dio. Questa è anche la condizione dell’adempimento delle promesse che il Signore Gesù collegò con le nuove forme di culto della Divina Misericordia.

"Ho aperto il Mio Cuore come una viva sorgente di Misericordia, tutte le anime
vi attingano la vita, si avvicinino con grande fiducia a questo mare di Misericordia.
I peccatori otterranno la giustificazione ed i giusti verranno rafforzati nel bene"
(Diario, 1520).

"La conversione e la perseveranza sono grazie della Mia Misericordia" (Diario, 1577).



NUOVE FORME DI CULTO DELLA DIVINA MISERICORDIA


IMMAGINE DI GESÙ MISERICORDIOSO

Il 22 febbraio 1931 il Signore Gesù apparve a suor Faustina nella cella del convento
di Plock (Polonia) e le ordinò di dipingere un’immagine, mostrandole il modello nella visione.

“Dipingi un'immagine secondo il modello che vedi, con sotto scritto: Gesù confido in Te. Desidero che questa immagine venga venerata prima nella vostra cappella, e poi nel mondo intero. Prometto che l'anima, che venererà quest'immagine, non perirà. Prometto pure già su questa terra, ma in particolare nell'ora della morte, la vittoria sui nemici. Io stesso la difenderò come Mia propria gloria. (...) Voglio che l’immagine, che dipingerai con ilá pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la Festa della Misericordia" (Diario, 47-49).

“Porgo agli uomini il recipiente, col quale debbono venire ad attingere le grazie
alla sorgente della Misericordia. Il recipiente è quest’immagine con la scritta:
Gesù confido in Te” (Diario, 327).

“Attraverso questa immagine concederò molte grazie, perciò ogni anima deve poter accedere ad essa" (Diario, 570).



LA FESTA DELLA MISERICORDIA

“Desidero che la festa della Misericordia sia di riparo e rifugio per tutte le anime, e specialmente per i poveri peccatori (...) riverserò tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della Mia Misericordia. L’anima che si accosta alla confessione ed alla Santa Comunione riceve il perdono totale delle colpe e delle pene. In quel giorno sono aperti tutti i canali attraverso i quali scorrono le grazie Divine. Nessuna anima abbia paura di accostarsi a Me, anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto” (Diario, 699).

Anche se un'anima fosse in decomposizione come un cadavere ed umanamente non ci fosse alcuna possibilità di risurrezione e tutto fosse perduto, non sarebbe così per Dio: un miracolo della Divina Misericordia risusciterà quest'anima in tutta la sua pienezza" (Diario, 1448).



LA CORONCINA ALLA DIVINA MISERICORDIA

La Coroncina della Divina Misericordia fu dettata dal Signore Gesù a suor Faustina a Vilna (Vilnius, Lituania), il 13-14 settembre 1935, come una preghiera per implorare la grazia della Misericordia Divina per i peccatori.

“Con essa otterrai tutto, se quello che chiedi è conforme alla mia volontà" (Diario, 1731).

“Recita continuamente la coroncina che ti ho insegnato. Chiunque la reciterà, otterrà tanta Misericordia nell'ora della morte. I sacerdoti la consiglieranno ai peccatori come ultima tavola di salvezza; anche se si trattasse del peccatore più incallito se recita questa coroncina una volta sola, otterrà la grazia della mia infinita Misericordia" (Diario, 687).

"...Per la recita di questa coroncina Mi piace concedere tutto ciò che Mi chiederanno. Se la reciteranno peccatori incalliti, colmerò di pace la loro anima, e l'ora della loro morte sarà serena. Scrivi questo per le anime afflitte: quando l'anima vede e riconosce la gravità dei suoi peccati, quando si svela ai suoi occhi tutto l'abisso di miseria in cui è precipitata, non si disperi, ma si getti con fiducia nelle braccia della Mia Misericordia, come un bambino fra le braccia della madre teneramente amata (...) Proclama che nessun'anima, che ha invocato la Mia Misericordia, è rimasta delusa nÚ confusa. Ho una predilezione particolare per l'anima che ha fiducia nella Mia bontà. Scrivi che quando verrà recitata la coroncina vicino agli agonizzanti, Mi metterò fra il Padre e l'anima agonizzante non come giusto Giudice, ma come Salvatore misericordioso" (Diario, 1541).

“Nell’ora della morte difenderò come Mia gloria ogni anima che reciterà questa coroncina oppure altri la reciteranno vicino ad un agonizzante, ed otterranno per l’agonizzante lo stesso perdono. Quando vicino ad un agonizzante viene recitata questa coroncina, si placa l’ira di Dio e l’imperscrutabile Misericordia avvolge l’anima” (Diario, 811).

La Coroncina alla Divina Misericordia si recita usando la comune corona del Rosario. All’inizio:

Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei Santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

Sui grani grandi (1 volta):
Eterno Padre, ti offro il Corpo e il Sangue,
l’Anima e la Divinità del tuo dilettissimo Figlio e Signore
nostro Gesù Cristo in espiazione
dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.
Sui grani piccoli (10 volte):
per la Sua dolorosa Passione, abbi Misericordia
di noi e del mondo intero.
Al termine (3 volte):
Santo Dio, Santo forte, Santo immortale,
abbi pietà di noi e del mondo intero” (Diario, 476).



L'ORA DELLA MISERICORDIA

Nell’ ottobre del 1937, a Cracovia (Polonia), il Signore Gesù chiese di venerare l’ora della Sua morte e almeno per un breve istante, in preghiera, richiamare il valore ed i meriti della Sua Passione.

“Desidero che tu conosca più a fondo l’amore di cui arde il Mio Cuore verso le anime e lo comprenderai quando mediterai la Mia Passione. Invoca la Mia Misericordia per i peccatori; desidero la loro salvezza. Quando reciterai questa preghiera con cuore pentito e con fede per qualche peccatore, gli concederò la grazia della conversione. La breve preghiera è la seguente: O Sangue e Acqua, che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di Misericordia per noi, confido in Te” (Diario, 187).

“Alle tre del pomeriggio implora la Mia Misericordia specialmente per i peccatori e sia pure per un breve momento immergiti nella Mia Passione, particolarmente nel Mio abbandono al momento della morte. È un’ora di grande Misericordia per il mondo intero. (...) In quell’ora non rifiuterò nulla all’anima che Mi prega per la Mia Passione...” (Diario, 1320).

“...ogni volta che senti l'orologio battere le tre, ricordati di immergerti tutta nella Mia Misericordia, adorandola ed esaltandola; invoca la sua onnipotenza per il mondo intero (...). In quell'ora otterrai tutto per te stessa e per gli altri; in quell'ora fu fatta grazia al mondo intero, la Misericordia vinse la giustizia (...) In quell’ora cerca di fare la Via Crucis, se i tuoi impegni lo permettono e se non puoi fare la Via Crucis, entra almeno per un momento in cappella ed onora il Mio Cuore che nel SS. mo Sacramento è pieno di Misericordia. E se non puoi andare in cappella, raccogliti in preghiera almeno per un breve momento là dove ti trovi. Voglio il culto della Mia Misericordia da ogni creatura" (Diario, 1572).

“La sorgente della mia Misericordia venne spalancata dalla lancia sulla croce per tutte le anime; non ho escluso nessuno" (Diario, 1182).



DIFFUSIONE DEL CULTO DELLA DIVINA MISERICORDIA
– OPERE DI MISERICORDIA

“...Fa quanto è in tuo potere per la diffusione del culto della Mia Misericordia,
Io completerò quello che ti manca. Dì all'umanità sofferente che si stringa al Mio Cuore misericordioso e Io la colmerò di pace.(...) Quando un'anima si avvicina a Me con fiducia, la riempio di una tale quantità di grazia, che essa non può contenerla in sè e la irradia sulle altre anime.
Le anime che diffondono il culto della Mia Misericordia, le proteggo per tutta la vita, come una tenera madre protegge il suo bimbo..." (Diario, 1074-1075).

“Ai sacerdoti che proclameranno ed esalteranno la mia Misericordia, darò una forza meravigliosa, unzione alle loro parole e commuoverò i cuori ai quali parleranno" (Diario, 1521).

"Devi mostrare Misericordia sempre e ovunque verso il prossimo; non puoi esimerti da questo, nÚ rifiutarti nÚ giustificarti. Ti sottopongo tre modi per dimostrare Misericordia verso il prossimo: il primo è l'azione, il secondo è la parola, il terzo la preghiera. In questi tre gradi è racchiusa la pienezza della Misericordia ed è una dimostrazione irrefutabile dell'amore verso di Me. In questo modo l'anima esalta e rende culto alla Mia Misericordia" (Diario, 742).



NUOVA CONGREGAZIONE

Suor Faustina cercò di discernere il piano Divino di fondare una nuova congregazione religiosa. Per quest’intenzione offrì a Dio molte preghiere e sofferenze. Nel giugno del 1935, a Vilnius scrisse:

“Iddio esige che ci sia una congregazione che annunci la Misericordia di Dio al mondo e la impetri per il mondo" (Diario, 436).

“Impetreranno incessantemente per sé e per tutto il mondo la Miseri¬cordia di Dio ed ogni atto di Misericordia emanerà dall’amore di Dio, di cui saranno ripiene. Si impegneranno per assimilare questo grande attributo di Dio e vivranno di esso e si daranno da fare perchè gli altri lo conoscano ed abbiano fiducia nella bontà di Dio” (Diario, 664).

“Ho visto il convento di questa nuova Congregazione. Ambienti ampi, spaziosi, ho visitato ogni cosa di seguito, ho visto che ovunque la Divina Provvidenza aveva fornito ciò che era necessario (...). Durante la santa Messa mi venne data luce ed una profonda comprensione di tutta quest'opera e non rimase nella mia anima nemmeno un'ombra di dubbio. Il Signore mi ha fatto conoscere la sua volontà quasi in tre sfumature diverse, pur essendo una cosa sola.
La prima è quella nella quale le anime isolate dal mondo arderanno come vittime davanti al trono di Dio ed impetreranno la Misericordia per il mondo intero. Ed imploreranno benedizioni per i sacerdoti e con la loro preghiera prepareranno il mondo per la venuta finale di Gesù.
La seconda è la preghiera unita alle opere di Misericordia. In modo particolare proteggeranno dal male le anime dei bambini. La preghiera e le opere di Misericordia comprendono in sÚ tutto quello che debbono fare queste anime.(...) e s'impegneranno a risvegliare l'amore e la Misericordia di Gesù nel mondo pieno d'egoismo.
La terza è la preghiera e l’attività caritativa non vincolata da alcun voto. Per la loro fattiva adesione parteciperanno a tutti i meriti e privilegi della comunità. A questo gruppo possono appartenere tutte le persone che vivono nel mondo. Un membro di questo gruppo deve compiere almeno un’opera di Misericordia durante il giorno. Almeno, ma possono essere parecchie, in quanto ognuno può compiere facilmente queste opere ed anche il più povero, poiché è triplice il modo di fare un’opera di Misericordia; primo: perdonando e confortando; secondo: se non puoi con la parola, pregando, ed anche questa è un’opera di Misericordia; terzo: le opere di Misericordia.
E quando verrà l'ultimo giorno, saremo giudicati su questo e secondo questo riceveremo la sentenza eterna" (Diario, 1154-1158).



“Ecco l’aiuto visibile per te sulla terra.
Egli ti aiuterà a fare la Mia volontà sulla terra” (Diario, 53).

“La sua mente è strettamente unita alla Mia mente
e perciò sta’ tranquilla per la Mia opera,
non permetterò che si sbagli,
ma tu non fare nulla senza il suo permesso” (Diario, 1408).

 

BEATO DON MICHELE SOPOCKO

Nella missione affidata a santa suor Faustina, la Provvidenza Divina affidò un ruolo particolare al suo confessore e direttore spirituale – don Michele Sopocko. Durante il periodo in cui suor Faustina soggiornava a Vilna (Vilnius, Lituania), negli anni 1933-1936 (Vilna in quel tempo apparteneva alla Polonia), questo sacerdote fu per lei un aiuto insostituibile nel discernimento delle visioni e delle esperienze interiori. Proprio lui le ordinò di scrivere il suo “Diario”, che è un documento di mistica cattolica di valore eccezionale. In esso è rivelata anche la santità di vita sacerdotale di Michele Sopocko ed il suo contributo nella realizzazione delle richieste del Signore Gesù.


Il beato don Michele Sopocko

“È un sacerdote secondo il Mio Cuore;
i suoi sforzi Mi sono graditi.
(...) per suo mezzo Mi è piaciuto diffondere
il culto alla Mia Misericordia...” (Diario, 1256).

„Per il suo interessamento una nuova luce risplenderà
nella Chiesa di Dio per la consolazione delle anime” (Diario, 1390)


La realizzazione dell’immagine di Gesù Misericordioso, la sua esposizione alla venerazione pubblica, la divulgazione della coroncina alla Divina Misericordia, i primi tentativi di stabilire la festa della Divina Misericordia e la fondazione della nuova congregazione religiosa si sono concretizzate a Vilnius grazie agli sforzi di don Michele Sopocko. Da allora, queste opere riscattate con la preghiera e la sofferenza s’irradiano su tutto il mondo.



“Vedendo la dedizione e le fatiche del reverendo dr Sopocko per questa causa, ammiravo la sua pazienza ed umiltà. Tutto questo è costato molto, non solo in sacrifici e dispiaceri di vario genere, ma anche molto denaro; ed a tutto ha provveduto il reverendo dr Sopocko. Vedo che la Divina Provvidenza lo aveva preparato a compiere quest’opera della Misericordia, ancora prima che io pregassi Dio per questo. Oh, come sono misteriose le Tue vie, Dio, e felici le anime che seguono la voce della Tua grazia!” (Diario, 422).

"O mio Gesù,Tu vedi quanta riconoscenza ho per don Sopocko, che ha portato tanto avanti la tua opera. Quell'anima così umile ha saputo resistere a tutte le tempeste e non si è scoraggiata per le contrarietà, ma ha corrisposto fedelmente alla chiamata divina" (Diario, 1586).

“Quell’anima bella, che diffonde nel mondo l’opera della Divina Misericordia, è tanto cara a Dio per la sua profonda umiltà” (Diario, 1083).



“Mentre parlavo col direttore della mia anima, vidi interiormente la sua anima in una grande tribolazione, in un tale tormento, che sono poche le anime che Iddio prova con tale fuoco. Tali sofferenze gli provengono da quest’opera. Verrà un momento nel quale quest’opera, che pure Dio raccomanda tanto, sembrerà in completo sfacelo ed all’improvviso seguirà l’azione di Dio con grande energia, la quale darà testimonianza alla verità. Essa, l’opera, sarà un nuovo splendore per la Chiesa, sebbene esistesse già da molto tempo in essa. Che Dio sia infinitamente misericordioso, nessuno può negarlo. Egli desidera che questo lo sappiano tutti, prima che torni come Giudice; vuole che le anime Lo conoscano prima come Re di Misericordia.

Quando si verificherà questo trionfo, noi saremo già nella nuova vita, dove non ci sono sofferenze. Ma prima la tua anima sarà saziata d’amarezze al vedere la distruzione dei tuoi sforzi. Questa distruzione però sarà soltanto apparente, poiché Iddio non cambia quello che ha stabilito una volta. Ma anche se la distruzione sarà apparente, le sofferenze invece saranno reali. Quando ciò avverrà, non lo so; quanto durerà, non lo so” (Diario, 378).

“Gesù, dopotutto quest’impresa è Tua e perché ti comporti così con lui, sembra quasi che gliela ostacoli, mentre esigi che la attui?
Scrivi che giorno e notte il Mio sguardo riposa su di lui e che permetto queste contrarietà per aumentare i suoi meriti. Io do la ricompensa non per il risultato positivo, ma per la pazienza e la fatica sopportata per Me” (Diario, 86).

“Nella sua corona ci saranno tante corone quante sono le anime che si salveranno tramite quest’opera” (Diario, 90).



“Dio nei Suoi imperscrutabili disegni spesso permette che proprio coloro che si sono sobbarcati le più grandi fatiche per qualche opera, non godano dei frutti di quell’opera su questa terra. Dio conserva tutta la loro gioia per l’eternità, ma, nonostante tutto, qualche volta fa loro conoscere quanto Gli sono graditi i loro sforzi e quei momenti danno forza a quelle anime per nuove battaglie e nuove prove. Sono le anime che assomigliano maggiormente al Salvatore, il quale nella Sua opera fondata sulla terra ha assaporato soltanto amarezza” (Diario, 1402).

“Gesù mi ha fatto conoscere che tutto dipende dal Suo volere, dandomi una grande serenità per quanto concerne l’insieme di quest’opera. Ascolta, figlia Mia, sebbene tutte le opere che sorgono per Mia volontà siano esposte a grandi sofferenze, tuttavia considera se ce n’è stata mai qualcuna di esse esposta a maggiori ostacoli dell’opera direttamente Mia, l’opera della Redenzione. Non devi preoccuparti troppo delle contrarietà. Il mondo non è così forte come sembra, la sua forza è strettamente limitata” (Diario, 1643).



Frammenti del “Diario” di Don Michele Sopocko:

“Esistono delle verità che si conoscono, spesso se ne sente parlare e se ne parla, ma che non si capiscono. Così è stato con me, per quanto riguarda la verità sulla Misericordia Divina. Tante volte menzionavo questa verità nelle omelie, ci ho pensato durante i ritiri, la invocavo nelle preghiere della Chiesa – particolarmente nei Salmi - ma non comprendevo il significato di questa verità né approfondivo il suo contenuto, cioè che essa è l’attributo più alto dell’opera di Dio all’esterno. Alla fine, ci voleva una semplice religiosa, suor Faustina, della Congregazione della Beata Vergine Maria della Misericordia (Maddalene), la quale, guidata dall’intuizione, me ne parlò, brevemente e spesso lo ripeteva, stimolandomi così ad esaminare, studiare e a riflettere spesso su questa verità.
(...) all’inizio non sapevo bene di che cosa si trattasse, ascoltavo, dubitavo, mi ponevo delle domande, facevo delle ricerche e mi consigliavo con gli altri – soltanto qualche anno più tardi capii l’importanza di quest’opera, l’immensità di quest’idea e mi sono convinto io stesso dell’efficacia di quell’antico, quanto grande e vivificante culto, ma trascurato da chi richiedeva ai tempi nostri un rinnovamento”.
(...) La fiducia nella Misericordia Divina, il divulgare il culto di questa misericordia tra gli altri e consacrare ad esso, senza alcun limite, tutti i miei pensieri, parole ed opere, senza un’ombra di ricerca di me stesso, sarà d’ora in poi un principio fondamentale della mia vita, con l’aiuto della medesima misericordia incommensurabile”.



Don Michele Sopocko nacque a Nowosady, nella circoscrizione di Vilnius. Negli anni 1910-1914 studiò teologia all’Università di Vilnius, poi a Varsavia, dove frequentò l’Istituto Pedagogico Superiore. Dopo aver conseguito il dottorato in teologia morale nel 1926, divenne padre spirituale nel seminario di Vilnius. Nel 1934 ottenne l’abilitazione alla libera docenza. Lavorò come professore di teologia pastorale alla Facoltà di Teologia dell’Università Stefano Bàthory a Vilnius e nel Seminario di Bialystok (1928-1962). Negli anni 1918-1932 fu cappellano militare dell’Esercito Polacco a Varsavia e a Vilnius.
(vedi “Biografia di don Michele Sopocko”).

Nelle sue opere scientifiche pubblicate, don Sopocko spiegò le basi teologiche per le nuove forme di culto della Divina Misericordia che egli stesso divulgò assiduamente. Si dedicava inoltre all’attività sociale. Era confessore di comunità religiose e laiche. Scrisse lettere di formazione per la prima comunità di suore dalla quale nacque la Congregazione delle Suore di Gesù Misericordioso e successivamente stese le costituzioni per la nuova congregazione, fondata in base alle riflessioni e alle proposte di suor Faustina. Compose e pubblicò preghiere alla Misericordia Divina basandosi sui suoi testi, e dopo la morte di suor Faustina, con la quale mantenne i contatti fino alla fine della sua vita, realizzò con fedeltà e fermezza la missione delineata nelle visioni.



Don Michele Sopocko fino alla fine della vita si sforzava con zelo pastorale eroico, di approfondire e di diffondere i misteri della Divina Misericordia. Morì in odore di santità il 15 febbraio 1975 a Bialystok, nel giorno di San Faustino, patrono di Suor Faustina.
La casa, dove don Sopocko passò l’ultimo periodo della sua vita, attualmente appartiene alla Congregazione delle Suore di Gesù Misericordioso. Nell’appartamento di don Sopocko è stata allestita la stanza commemorativa.




 
 

LA CONGREGAZIONE DELLE SUORE DELLA DIVINA MISERICORDIA - STANZA COMMEMORATIVA
La casa dove don Michele Sopocko trascorse gli ultimi anni di vita e dove morì.
Bialystok (Polonia), via Poleska 42.


Il 26 settembre 2008, il Papa Benedetto XVI, con un suo decreto, conferì a don Michele Sopocko – fondatore della Congregazione delle Suore di Gesù Misericordioso – il titolo di beato.

 

 

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