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BEATO DON MICHELE SOPOCKO
(1888-1975)

Parte II

PROFESSORE DEL SEMINARIO DIOCESANO DI BIALYSTOK

In ottobre iniziarono i corsi nel seminario. Don Sopocko conduceva gli stessi corsi di prima: catechesi, pedagogia, psicologia e storia del pensiero filosofico. Il lavoro e la presenza
di don Sopocko al seminario non si limitava soltanto ai corsi. Fu anche confessore degli alunni. Molte volte, su richiesta del padre spirituale, conduceva dei ritiri spirituali per gli alunni.
Svolgeva numerose attività pastorali, religiose, sociali e didattiche. Una parte importante
del suo lavoro fu l’attività di promozione della sobrietà nella società.

Il lavoro che lo impegnò di più e gli era particolarmente caro, fu l’opera di divulgazione
del culto della Divina Misericordia. Fu fedele a quest’opera fino alla fine. Non si stancava nonostante le difficoltà da parte delle autorità ecclasistiche, molto prudenti nei confronti
del culto che non trovava approvazione a causa delle numerose irregolarità nello sviluppo popolare e spontaneo della devozione e a causa di varie pubblicazioni che non sempre presentavano il messaggio della Divina Misericordia in maniera corretta. Don Sopocko instancabilmente correggeva gli errori e forniva le basi del culto dandone delle spiegazioni teologiche esaurienti.

Come a Vilnius, anche a Bialystok, don Sopocko fu confessore delle Suore. Confessava tra l’altro
le Suore della Congregazione delle Missionarie della Sacra Famiglia che all’epoca avevano
la loro casa in via Poleska. Frequentandole intravvide la possibilità di allargare il ministero
agli abitanti della zona. Grazie ai suoi sforzi, il 27 novembre 1957, nel giorno della solennità
di Cristo Re, presso la casa delle Suore fu benedetta la cappella dedicata alla Sacra Famiglia.

Da pensionato, si stabilì presso le Suore, dove fino alla fine della vita si occupò del servizio pastorale per gli abitanti dei dintorni. La personalità sacerdotale di don Sopocko fu molto ricca.
La sua spiritualità e l’autorità che risultavano dalle straordinarie esperienze della sua vita,
unite alla grande umiltà e al suo esempio personale, attiravano molti fedeli. Attualmente
in questa casa si trova la stanza commemorativa di don Sopocko e la casa religiosa
della Congregazione delle Suore di Gesù Misericordioso (vedi Sopocko).

Verso la fine degli anni 50, don Sopocko intraprese l’iniziativa di costruire una chiesa, questa
volta a Bialystok. Arrivò a comprare il terreno insieme alla casa, coprendo quasi la metà dei costi con i propri risparmi. Don Sopocko contava di realizzare i piani iniziati già a Vilnius, sperando
di poter costruire il santuario dedicato alla Divina Misericordia. Anche questa volta fu costretto
a rassegnarsi accettando il fallimento dei suoi progetti.

Don Sopocko, durante il ritiro spirituale per sacerdoti che conduceva nel 1958, ebbe una lesione del nervo facciale. Da allora, parlare ad alta voce davanti a un’auditorio grande, fu per lui una fatica che gli richiedeva molte forze. Anche l’incidente stradale di cui fu vittima a Zakopane,
nel mese di febbraio del 1962, mentre partecipava al convegno dei professori di teologia pastorale, lasciò un segno sulla sua salute. In questa situazione fu costretto a andare in pensione.

VERSO IL TRAMONTO DELLA VITA


Don Sopocko fu colto di sorpresa dalla pensione arrivata all’improvviso. Sempre talmente attivo, impegnato in varie attività, per la prima volta nella vita, ad eccezione del periodo in cui
si nascondeva a Czarny Bór, aveva tempo illimitato a propria disposizione.

Il ministero sacerdotale in via Poleska a Bialystok

Svolgendo il ministero sacerdotale nella cappellina in via Poleska, ultimò le sue ricerche
sul messaggio della Divina Misericordia. Poco tempo dopo, quando cambiò il clima
che circondava il culto si dedicò al lavoro con rinnovato entusiasmo.

Avendo più tempo, si occupò di elaborare una ricerca scientifica per approfondire il messaggio della Divina Misericordia. Aveva a disposizione molto materiale raccolto prima, le ricerche
già iniziate e delle nuove riflessioni. Si mise seriamente a scrivere. In effetti, preparò una serie
di opere, tra le quali un posto particolare occupa il lavoro pubblicato in quattro volumi: “MISERICORDIA DI DIO NELLE SUE OPERE” (vedi frammenti della pubblicazione). Quest’opera
fu tradotta in inglese e pubblicata – grazie alla generosità delle persone che avevano a cuore
il messaggio della Divina Misericordia e vivevano in Occidente. Il primo volume in lingua
polacca uscì a Londra nel 1959 e gli altri tre volumi a Parigi, negli anni 60.

Una circostanza importante che aumentò l’impegno di don Sopocko, fu lo sviluppo costante
del culto della Divina Misericordia e l’interesse dei teologi dimostrato verso questo messaggio
Uno stimolo essenziale che incoraggiava il lavoro missionario a favore della Divina Misericordia,
fu l’apertura, nel 1965, del processo di informazione su Suor Faustina Kowalska, iniziato dall’arcivescovo di Cracovia, Karol Wojtyła. Don Sopocko fu impegnato in questo processo
in qualità di testimone.

Don Sopocko giunse al giublieo dei 50 e 60 anni di sacerdozio.
Durante le solennità organizzate in occasione di questi anniversari, i discorsi del festeggiato
stesso furono i più edificanti. L’anziano sacerdote, logorato dal peso degli anni e dalle fatiche della vita, nonché da dolorose esperienze interiori, avvicinandosi al crepuscolo della vita,
nel discorso più breve tra tutti i discorsi pronunciati quel giorno, prima espresse una profonda gratitudine a Dio per il dono del sacerdozio, e poi confessò con grande umiltà di non essere sempre stato fedele, nella sua lunga vita sacerdotale, alle mansioni che gli furono assegnate,
e per questo desiderava chiedere perdono a Dio. Nello stesso tempo chiese a tutti i presenti
di pregare Dio, affinché nella sua Misericordia volesse perdonargli le sue mancanze.

Secondo il parere di molti partecipanti, questa solennità fu un premio morale, arrivato con
forte ritardo, nei confronti di quel sacerdote meritevole davanti a Dio, soprattutto per quanto riguardava l’opera di divulgazione del culto della Divina Misericordia.

L’unico segno di riconoscimento dei suoi numerosi meriti per la Chiesa e per la diocesi
di Bialystok, fu la nomina di don Sopocko come canonico del Capitolo della Basilica Metropolitana. Questo avvenne verso la fine della sua vita, nel 1972.


Don Sopocko, in tutta la sua vita, fu uomo d’azione fondata su una solida base spirituale.
Quando l’efficienza fisica iniziò a mancare e giunsero vari malesseri, la sfera dello spirito
divenne il terreno principale del suo impegno nel servizio Divino.
Le citazioni di varie letture che annotò nelle sue MEMORIE dimostrano che proprio in questo
modo comprendeva il suo ultimo ministero:

„Bisogna trattare la vecchiaia come una chiamata all’amore più grande verso Dio e il prossimo. Dio nei confronti degli anziani ha dei nuovi disegni di approfondimento dell’uomo,
attraverso la rivelazione a lui della propria vita interiore faccia a faccia.
L’unico atto efficace di cui siamo capaci è la preghiera.
In questo stato di passività attiva tutto si sta preparando,
tutto si sta decidendo tutto si sta elaborando. Il Cielo sarà una recità
del „PADRE NOSTRO”.

Morì nella sua stanzetta in via Poleska, il 15 febbraio 1975.
Era una sera di sabato, il giorno di San Faustino, patrono di Suor Faustina Kowalska.

Il funerale di don Michele Sopocko al cimitero di Bialystok.

SANTUARIO DELLA DIVINA MISERICORDIA, Bialystok, via Radzymińska 1.
Luogo in cui riposano le spoglie mortali di don Michele Sopocko.

Nel DIARIO di Santa Faustina è scritta una promessa del Signore Gesù che riguarda il suo confessore, don Michele Sopocko: “Nella sua corona ci saranno tante corone quante sono
le anime che si salveranno tramite quest’opera. Io do il premio per le sofferenze, non per
il buon esito del lavoro” (Diario, 90).

Il 28 settembre 2008 al Santuario della Divina Misericordia a Bialystok
è avvenuta la beatificazione di don Michele Sopocko.

 

 

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